Coppelia, Verona, Agosto 2001

 

 

Stasera è l'ultima rappresentazione di Coppelia al Teatro Romano. Roberto Bolle non ha mai interpretato prima questo ruolo e non posso mancare. Il caldo è spaventoso, soffocante e forse per una volta tanto non dovremo preoccuparci per l'improbabile arrivo di malaugurati acquazzoni.

La produzione che viene riproposta aveva ricevuto commenti positivi quando Malakhov ne era stato l'interprete. L'ambientazione veneziana e la coreografia sono elegantissimi e ben si accompagnano alla coppia dei protagonisti: il Divino ritrova Elena Pankova e insieme brillano per sintonia e giovanile virtuosismo.
Il personaggio di Franz esalta gli aspetti fanciulleschi del carattere di Roberto, il suo spirito sbruffone e giocoso nei confronti degli amici e il suo corteggiamento tenero e ardente nei confronti di Coppelia.
L'accattivante recitazione del Divino si accompagna alla grandiosità dell'esecuzione dei passi: equilibri mozzafiato, doppi tour en l'air finiti in perfetti arabesque, perfetti giri alla seconda alternati a fouetté tripli. Rimango stordita da questa manifestazione di trionfo sulle leggi della fisica!

Gli applausi finali sono interminabili, il pubblico mostra di non voler lasciare andar via gli artisti nonostante il sudore e la fatica. Finalmente io e le amiche bollerine che hanno fatto la trasferta con me raggiungiamo la strada. Qui la folla è radunata in attesa di dare a Roberto un ennesimo saluto. Via via escono gli altri danzatori e uno di loro commenta che nessuno possiede il controllo del corpo mostrato dal Divino. Quando lui arriva è il consueto delirio e solo dopo molto riesce a salire su un'auto e allontanarsi. Noi rientriamo a Bologna tramortite e soggiogate più che mai.

Susy

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