Romeo e Giulietta, Milano, Dicembre 2016

 

Gli incontri con Roberto Bolle non sono solo appuntamenti con l’arte della danza. Sono degli appuntamenti con la storia, per le partner, per le coreografie, per i luoghi. All’arrivo in sala dopo un viaggio ottimo si percepisce chiaramente l’evento. La Scala è pienissima e in palco reale siede Giovanni Gastel. Siamo sparse in tre palchi diversi e in fibrillazione sapendo che i protagonisti vanno in scena senza aver potuto prendere parte alle prove in palcoscenico.

Le entrate in scena di Roberto e Misty sono salutate da applausi. Entrambi si rivelano da subito non solo padroni della tecnica ma anche dei personaggi. Non è una sorpresa per quel che riguarda lui, che danza da sempre Romeo. Al massimo potrebbe sorprendere lo smalto intatto del movimento ma questo miracolo è ogni volta proposto come abituale. Misty si rivela vivace, bastano i suoi pas de bourré per cogliere le vibrazioni di giovane innamorata. Trascinata dalla passione si abbandona tra le braccia del suo Romeo che la fanno volare ad altezze siderali.

Nel foyer all’intervallo ci chiediamo come si realizzerà il passaggio tra felicità e tragedia e frattanto Romeo domina la piazza di Verona con la sua danza leggera e turbinosa, che racconta il gioco con gli amici e la violenza con i nemici, gli scherzi con la nutrice e la disperazione con il lutto e la morte. Vera sorpresa è la Giulietta di Misty, già nella scena della camera da letto intrisa di presagi funesti. Poi determinata e volitiva con genitori e fidanzato, così com’è nella vita reale. Personale e bellissima caratterizzazione.

Il sipario si chiude e si scatenano gli applausi. Le chiamate si protraggono per 12 minuti. All’uscita degli artisti poche persone in attesa e la possibilità di scambiare qualche parola con Roberto.

Si rientra come in volo, con gli occhi pieni di bellezza.

Susy

 

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